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08-05-2017

Infarto del miocardio: meglio l'angioplastica o il bypass?

A volte ci coglie un dolore al petto profondo improvviso, che non passa, non passa anche quando interrompiamo l'attività fisica, quando ci mettiamo a riposo, può essere un infarto, cioè la chiusura di un ramo delle nostre arterie coronarie che determina la morte di una zona del nostro cuore. Occorre in caso di chiusura totale di una coronaria che si manifesta con questo dolore, intervenire il più in fretta possibile, perché se interveniamo in fretta noi possiamo riaprire questa coronaria e quindi limitare al massimo la zona di necrosi, cioè la fetta, la parte di cuore che potrebbe andare incontro a una distruzione definitiva. Quindi cosa occorre fare di fronte a un dolore oppressivo al torace? Non aspettiamo a casa che passa, non cerchiamo sempre degli alibi “dicendo ma sarà un’indigestione”, troppo spesso questo viene fatto ritardando l'accesso in pronto soccorso e se noi ritardiamo troppo non saremo più in grado di riaprire una coronaria chiusa perché questa chiusura diventerà irreversibile. Se invece riusciamo ad arrivare entro una mezz'ora o un’ora in pronto soccorso, quello che si fa immediatamente, una coronarografia in emergenza e il pronto soccorso, i cardiologi sono tutti attrezzati per dare questo servizio, e di fronte all'evidenza della chiusura di una stenosi avanzata di alcuni rami delle nostre coronarie è possibile riaprirle con l'angioplastica, con un catetere, un palloncino che viene dilatato si riapre il vaso riaprendo, allargando, schiacciando la placca che lo ha chiuso e possiamo poi applicare degli stent che sono dei piccoli strumenti a rete metallici che vengono rilasciati all'interno del vaso e lo mantengono aperti. In questo caso oggi risolviamo la maggior parte dei casi, il paziente può tornare pressoché normale se l'intervento è stato fatto in tempi utili, ecco ancora quindi l'importanza di non perdere tempo. Il nostro servizio di emergenza 118 è istruito per dare la più rapida assistenza in questi casi portando nei centri connessi in telemedicina in città come Milano ad esempio che si sa sono pronti in attesa dell'ambulanza che sta arrivando per dare questo intervento possibilmente risolutore, immediatamente disponibile al paziente. Se la coronarografia mostra però lesioni estremamente gravi, troppo complesse o i vasi terribilmente difficili o contorti o delicati può non essere a volte possibile fare l'angioplastica anche se questo oggi capita sempre meno. In questi casi occorre pensare a un bypass. Il bypass chirurgico può riportare la perfusione al cuore e utilizzando dei pezzi di altre arterie come l'arteria mammarie o quella radiale o qualche volta dei pezzi di vena, che trasportati sul cuore permettono di saltare a ponte, da cui il termine by-pass, la zona dove c'è l'occlusione coronarica, prendendo il sangue dall'aorta più in alto e portandolo sotto l'occlusione. Nei casi dove l'angioplastica non sia possibile, questo intervento classico, che da molti anni ha salvato molte vite, ancora oggi ci può essere utile.