16-05-2015

L'uso di pc, tablet e smartphone può creare un danno alla vista?

Risponde Paolo Nucci, direttore della clinica oculistica universitaria dell’Ospedale San Giuseppe di Milano

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Ho un bambino di tre anni che spesso la sera gioca con il tablet di mio marito: ci sono rischi per la sua vista?  
 
Lidia G. (Agrigento)
 
Risponde Paolo Nucci, direttore della clinica oculistica universitaria dell'Ospedale San Giuseppe di Milano
 
Tablet, pc e anche i telefonini stanno modificando le abitudini delle giovani generazioni. Le giovani generazioni oggi sono praticamente quasi sempre impegnate da vicino. Il bambino mediamente trascorre più di due ore al giorno davanti ad un computer per i videogiochi e trascorre molta parte della sua vita quindi ad una distanza ravvicinata, accomodando, mettendo a fuoco. Non è quello che facevano le vecchie generazioni invece, per le quali uscire in un cortile a giocare a calcio era la cosa più importante. Oggi sollecitiamo molto che il bambino riesca a stare all’aperto, all’aria aperta. Per quello che riguarda gli adulti che invece sono costretti, i videoterminalisti per esempio, a lavorare ore e ore al computer, quello che possiamo dire in più è che è bene preservare il film lacrimale perché quando si sta davanti ad un computer si ammicca di meno, cioè si chiudono meno gli occhi e questo non permette la ricostituzione del film lacrimale. E il film lacrimale è quello che ossigena l’occhio. Una delle valide possibilità ma certamente non sostitutiva del fatto che si possa passare del tempo all’aperto è quella di usare delle lacrime artificiali quando si è costretti ad essere impegnati davanti a un videoterminale per molte ore al giorno.

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