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16-01-2018

Vacanze in montagna: quali rischi per chi soffre di cuore?

I consigli dell'esperto rivolti a chi, pur avendo avuto un problema cardiovascolare, non vuole rinunciare a una vacanza ad alta quota

Spesso anche i miei pazienti mi chiedono “dottore posso andare in montagna?” Fino a qualche anno fa non sapevamo bene cosa rispondere si davano delle risposte anche un pochettino stupide del tipo, non vada troppo in alto, che non è molto di aiuto. Abbiamo studiato questo problema nei ultimi 15 anni a fondo, proprio nel nostro istituto con delle spedizioni sulle Alpi, sul monte Everest, sulle Ande, abbiamo pubblicato molti lavori su questo argomento e proprio nel mese di gennaio del 2018 uscirà un articolo sulla prestigiosa rivista European Heart Journal sulle raccomandazioni per i cardiopatici che vogliono andare in montagna e lì sarà disponibile in dettaglio tutto quello che è stato studiato e capito in questi ultimi anni. La raccomandazione generale è che in montagna occorre essere attenti, andare in alta quota significa esporsi a una bassa pressione di ossigeno, quindi c'è meno ossigeno disponibile nel nostro sangue, quando l'ossigeno è meno disponibile, questo comporta per il nostro organismo un adattamento, che può generare un aumento di pressione dei sintomi da mal di montagna, anche a volte la comparsa di difficoltà respiratorie anche di un certo impegno e tutto questo richiede preparazione e attenzione, un cardiopatico che non sia stabile è bene che non si avventuri in montagna sopra una quota di 800 1000 metri perché questo comporta un rischio aumentato di problemi. Un cardiopatico stabile, che abbia verificato le sue condizioni con il proprio medico e con i dovuti accorgimenti, abbia modificato anche la sua terapia ove necessario, può recarsi montagna anche in sicurezza. Esistono come anche nel nostro istituto degli ambulatori di medicina di montagna che possono aiutare chiunque abbia dei dubbi a verificare le proprie condizioni ad affrontare un ascesa in montagna in assoluta sicurezza, ricordiamoci che la pressione può salire andando in montagna ,quindi chi già soffre di ipertensione al livello del mare avrà necessità di verificare i suoi valori in quota ed eventualmente già a preparare d'accordo col proprio medico un adeguamento della sua terapia durante l'esposizione in quota e questo vale ovviamente soprattutto per quote che siano sopra i 2000 metri, in questi casi l'età della persona e le condizioni di rischio globale sono un elemento ci aiuta a capire quanta attenzione occorre porre.